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La Speranza di Vita che porti con Te...
SOCIETA'
21 febbraio 2010
Quella legge che condanna a morte lenta la popolazione vesuviana

FONTE: http://www.agoravox.it/Quella-legge-che-condanna-a-morte.html

Colpirà prima il Vesuvio o la monnezza imposta dal decreto rifiuti del 2008?

Una discarica da truccare, rifiuti pericolosi buttati dentro per decreto, una popolazione assediata dalla puzza e dal pericolo di un’incidenza di leucemie e tumori quattrocento volte superiore rispetto alla norma. Forse solo Saddam Hussein nei confronti della popolazione curda era arrivato a tanto. Ma qui siamo in Italia.
 
Vige la demo-totali-crazia.
 
Vige il regno della verità parziale a mezzo stampa/tv.
 
Per chi non lo sapesse le discariche aperte per decreto a partire dal maggio 2008, a seguito del Consiglio dei Ministri tenutosi a Napoli, ingoiano praticamente di tutto. Per legge. 
 
Al comma 2 dell’articolo 9 del decreto-rifiuti si legge: “presso le discariche è inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinto dai seguenti codici CER:
 
19.01.11: ceneri pesanti e scorie contenenti sostanze pericolose;
 
19,01,13: ceneri leggere contenenti sostanze pericolose;
 
19,02,05: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose;
 
19,12,11: altri rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti contenenti sostanze pericolose
 
Nel documento di offerta per la gestione del sito di Terzigno, siglato da Asia e Ecodeco, singolarmente, però, si legge: “si è considerato di utilizzare le scorie provenienti dall’attività del termovalorizzatore di Acerra quale materiale di copertura giornaliera. Tale intervento consente di ridurre l’impiego di materiale naturale proveniente dalla cava e garantisce il corretto smaltimento di materiale prodotto nella fase del ciclo integrato dei rifiuti con vantaggi di sostenibilità e protezione dell’ambiente”.
 
Una contraddizione evidente.
 
Le discariche in Campania, inoltre, sono situate a ridosso della popolazione residente. È il caso, in particolare, di Chiaiano e Terzigno. Siti strategici e di interesse nazionale. Per chi? Forse per quello Stato che intasca ventidue milioni di euro da Asia e Ecodeco s.r.l. per gestire la discarica di Terzigno nell’area protetta del Vesuvio. Lo Stato che dovremmo essere noi stessi.
 
Qualcuno che abita in quelle zone ha visto restituiti i soldi di Asia e Ecodeco, per stoccare le scorie dell’inceneritore di Acerra e altri rifiuti pericolosi? No. Il flusso di danaro è finito nelle mani giuste. Top secret.
 
Oltretutto nei documenti firmati dagli amministratori delegati di Asia e Ecodeco che offrivano i ventidue milioni per la gestione del sito, risulta una sconcertante verità.
 
“Le attività di “eventuale” bonifica del sito e della discarica, non sono previste nell’offerta riportata". Ovvero le società che oggi inquinano Terzigno, non avranno nessun obbligo di bonifica in futuro. Così furbescamente lo Stato (sempre noi stessi) quel giorno in cui deciderà di bonificare il territorio lo farà di nuovo a suon di milioni, magari facendo gestire la bonifica a chi di dovere (amici degli amici, comparielli vari). 
 
Molti si chiederanno il motivo per il quale questi abitanti campani facinorosi ancora discutono della spazzatura. Ebbene nel silenzio dei media locali e nazionali, nonostante il decreto rifiuti firmato da Silvio Berlusconi e controfirmato da Napolitano, aveva decorrenza fino al 31 Dicembre 2009, data di fine emergenza; lo stesso Governo, scavalcando i poteri locali, ha imposto l’apertura di un nuovo sito di stoccaggio sotto al Vesuvio. La Cava Vitiello. Un sito di cinque volte superiore alla attuale discarica di Terzigno, che già avvolge gli abitanti di Boscoreale, Boscotrecase e Terzigno con i suoi olezzi tossici.
 
La zona vesuviana, ricordiamolo, è protetta non solo da vincoli europei, essendo patrimonio dell’UNESCO, ma è stata proposta come una delle sette meraviglie del mondo naturale, risultando essere tra le ventiquattro finaliste. A chi gestisce la cosa pubblica tutto ciò non importa. Nonostante il parere negativo della Conferenza dei Servizi, tenutasi in Prefettura a Napoli il giorno 30 Dicembre, dunque, questa discarica s’ha da fare. 
 
La popolazione è stanca. Ha manifestato già il suo dissenso con una protesta nei confronti del Ministro Carfagna, sabato scorso, nel silenzio totale perfino dei tg regionali. Ma nella nostra demo-totali-crazia, chi si ribella viene prontamente additato come facinoroso. Con termini diversi che variano a seconda della Regione di appartenenza. I comitati No-Tav si trasformano magicamente in no-global, mentre chi resiste per difendere il proprio territorio all’ombra del Vesuvio è considerato un camorrista. Basta informarsi sul web per comprendere lo stato d’animo degli abitanti vesuviani.
 
Nel maggio scorso, alla vigilia dell’apertura del sito di Terzigno, Il Manifesto pubblicava l’ordinanza segreta secondo la quale le scorie del termovalorizzatore di Acerra sarebbero finite nella discarica sotto al Vesuvio: “Si tratta dell’ordinanza 48 del 3 marzo 2009 e firmata personalmente dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Una carta in cui il premier dispone appunto di accettare il piano tecnico presentato dalle due società che avranno in gestione il sito, l’Ecodeco e l’Asia, e che prevede di utilizzare le scorie provenienti da Acerra quale materiale di copertura per la discarica. Sangiovanni, un dirigente medico infettivologo all’ospedale Cotugno lancia l’allarme. “Mi occupo quotidianamente di malattie tumorali e so bene che in presenza di discariche abbiamo un’incidenza di tumori, al fegato e ai polmoni, 400 volte superiore rispetto alla norma. Figuriamoci cosa può accadere quando si viene a contatto con materiali nocivi come quelli derivanti dalla combustione di talquale così come previsto per Acerra”.
 
Questo stralcio inquietante potrebbe tranquillamente sommarsi alle intercettazioni di Marta Di Gennaro, braccio destro di Bertolaso, che già nel 2007 parlava del sito di Terzigno come una “discarica da truccare”. Da Repubblica del 28 Maggio 2008: “Nel giugno di un anno fa, quando si discute della discarica di Terzigno, il dirigente del commissariato, Michele Greco, parlando con Marta Di Gennaro osserva: «L’ unica cosa che bisogna far capire è che in questo momento non ha senso fare alcun trattamento dei rifiuti in Campania”. 
 
Parlando di Terzigno Marta Di Gennaro, nel riferire a Guido Bertolaso dell’ esito di una riunione incentrata sul materiale da conferire in quel sito, spiega che «il compromesso di mettere la schifezza all’ inizio non si può fare». In un passaggio successivo della stessa conversazione, Di Gennaro rimarca che i suoi interlocutori si erano, scrive il gip, «dimostrati irremovibili» perché la legge non prevedeva a Terzigno un’ operazione di ricomposizione morfologica e non l’ attivazione di un sito di discarica. «Noi stiamo parlando di una discarica da truccare e voi ci dovete aiutare a fare quello», racconta Di Gennaro di aver detto durante la riunione. Sulla «discarica truccata» il giudice si sofferma anche quando parla del danno patrimoniale configurato dalle indagini e cita, come «ulteriori spese», quelle per «la commessa all’ Enea che avrebbe dovuto ricercare soluzioni per rendere meno "puzzolente" la frazione umida durante il trasporto nella "discarica truccata" di Terzigno».
 
Nemmeno questo hanno saputo fare. La discarica puzza eccome. Molti penseranno: “Eh vabbé. C’era l’emergenza. C’erano i rifiuti per strada”. Certo. Ma nelle strade i rifiuti erano domestici invece le discariche che sono a 1-2 km di distanza dai centri abitati contengono rifiuti pericolosi “per legge”. 
 
E ai giornalisti che chiedevano a semplici cittadini in rivolta “Scusi, ma la munnezza allora dove dovrebbe andare?”, verrebbe da rispondere “Lei perché non fa il suo mestiere e lo chiede a geologi, professori universitari, esperti competenti in matiera non corrotti”?
 
Un parere del Servizio Geologico Nazionale del luglio 1997 dichiarava estremamente pericolosa per la salvaguardia della falda acquifera, l’ubicazione di una discarica nel sito vesuviano. Studi sulla qualità delle acque di falda effettuati dall’Arpac nel 2001, rilevano che nella zona di Terzigno l’acqua presenta valori di concentrazione di alcuni macrodescrittori decisamente lontani dai valori medi della zona. Per impermeabilizzare l’invaso la legge e la prassi impongono la realizzazione di rivestimenti costituiti da strati di argille e plastica. Un simile strato impermeabilizzante prima o poi produrrà qualche falla. Nel frattempo il percolato dei rifiuti genererà acidi particolarmente aggressivi per i metalli pesanti presenti nei rifiuti, rendendoli facilmente assimilabili dai sistemi biologici e dall’uomo. Pertanto una qualsiasi falla, permetterebbe l’improvvisa immissione in falda di un’altissima concentrazione di veleni.
 
Dunque, già nel ’97, il Servizio Geologico Nazionale riteneva Terzigno un invaso certamente poco idoneo a ricevere tonnellate di rifiuti.
 
Inoltre in prossimità delle discariche è attestata la presenza di specie biologiche pericolose per la salute umana. Batteri, parassiti, e potenziali vettori di patologie virali come ratti, gabbiani e insetti. A due anni di distanza, a seguito della lettura del decreto rifiuti, non è da pazzi pensare alla creazione ad hoc dell’emergenza a scopo di lucro. Nell’agosto del 2007, alcuni cittadini dei comuni di Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase, segnalarono alla Procura della Repubblica di Nola e Torre Annunziata un’anomalia. Nel periodo nero dell’emergenza i cumuli dei rifiuti giacenti in strada nei comuni suddetti, erano di gran lunga superiori alla monnezza visibile nei comuni adiacenti. L’accusa dei cittadini era molto precisa e consisteva nel dubbio della manipolazione dell’opinione pubblica locale al fine di ottenere un largo consenso in caso di apertura della discarica di Terzigno.
 
Più in generale è singolare notare come i siti di stoccaggio “legali” che sono aperti oggi, hanno ospitato in passato rifiuti “illegali”, gestiti dalla camorra.
 
Il potere dello Stato ha imitato il potere camorristico?
 
Alla luce delle indagini che riguardano la Protezione Civile spa, che aveva appalti in esclusiva pure dove l’emergenza non c’era, qualora fosse accertata questa prassi nello sviluppo del territorio, nell’organizzazione di grandi eventi, nella costruzione di strade e ponti, si potrebbe tranquillamente parlare di gestione mafiosa della cosa pubblica.
 
Come si fa a ribellarsi ad un apparato di potere che avvelena sito patrimonio dell’UNESCO, per decreto, con la firma del presidente Napolitano?
 
Questa gente che rivendica semplicemente il diritto di vivere in salute e di godere delle bellezze del proprio territorio di chi dovrebbe fidarsi?
 
Con quale coraggio le tv nazionali si fanno il giretto per le strade di Napoli e provincia a chiedere alle persone comuni ”Come mai non vi ribellate contro la camorra?” Forse perché uno gioca da attaccante (mafia, camorra, ‘ndrangheta), l’altro da difensore (lo Stato), ma la squadra è la stessa.
 
 

 

 

 


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CULTURA
2 gennaio 2010
Alla mia Follia che mi rende libero

 

 

Sto attraversando il vento,
ma non ne vedo la fine,
so solo che sospinge il mio fiato giù,
fin nelle fosse del dolore,
tiene i miei occhi chiusi,
come le carezze di quest’universo.

Allora non mi resta che la fantasia,
ed a testa in giù,
cerco di perpetrare il viaggio,
il mio, il vostro,
quello che ci rende unici.

Un avvoltoio...... il mio cappotto,
un ramo vivo di me stesso,
la sciarpa.
Volano via le mia paure,
e come foglie,
si allontanano tra le nuvole arroccate,
e pettegole che
sorridono di me,
come se fossi uno sperduto senza memorie.

Non è cosa facile ammattire
l'amore gonfio di miserie umane,
mi ha reso inutile e schiavo,
ed ora attraverso il cammino del vento,
per raggiungere la distensione della follia.

Per voi non esisto!
Come un barbone,
Un pazzo omicida,
come un suicida
implodo, nudo, dentro al mio dolore!


Alla mia Follia che mi rende libero - A.Perillo 27/12/09

 

 


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SOCIETA'
31 dicembre 2009
Alimentate la Speranza di Vita che ognuno di Voi porta con Se! Auguri e Buon 2010

 

 

Non smetterò mai di postare ogni anno queste parole di Frei Betto, e dovessi morire domani, sono certo che qualcuno di Voi lo farà per me!!! Spero, AMICI del WEB, che facciate come me: prendete i Vostri Bambini, sedeteli intorno ad un tavolo e leggetegli queste parole, sempre, e dimostrate loro, che siete capaci di fare quello che gli avete appena Letto. Frei Betto, per chi non lo conoscesse, è un prete di quelli veri, che sta in mezzo alla gente, amico del presidente del Brasile Lula, scrisse una lettera rivolta a un bambino brasiliano. Ma potrebbe essere un qualunque bambino del mondo, anche Italiano. Le parole che leggerete sotto sono liberamente ispirate a quella lettera, e ripeto leggetela ai vostri figli…. per rimanere la Luce della Speranza di Cambiamento ancora Accesa..!

Insegna a tuo figlio che l’Italia può farcela, e che deve crescere felice di essere Italiano. Vi sono in questo paese giudici giusti, benché questa verità possa suonare sgradevole. Giudici che non hanno mai dato lavoro ai familiari, pur avendo figli avvocati, che mai hanno sfruttato il proprio incarico per ottenere un favore e che, imparziali, hanno dato causa vinta anche ai poveri, contestando ricchi padroni o aziende che si sono viste obbligate a riconoscere che, per certi uomini, l'onore non è un bene negoziabile.

Insegna a tuo figlio che in questo Paese vi sono politici integri, amministratori competenti, autorità meritevoli che non si lasciano corrompere, che non nascondono le infamie sotto il tappeto, che non hanno paura di risultare sgraditi agli amici o di deludere i potenti, che hanno il coraggio di pensare con la propria testa e di tutelare più l'onore che la vita.

Insegna a tuo figlio che non avere talento sportivo o viso e corpo da top-model, che sentirsi brutti a confronto dei vigenti canoni di bellezza, non è motivo per perdere l'autostima. La felicità non si compra né è un trofeo che si conquista vincendo la concorrenza; è intessuta di valori e virtù, e disegna, nella nostra esistenza, quel senso per il quale vale la pena vivere e morire.

Insegna a tuo figlio che l’Italia ha terre fertili, un mare straordinario e ricchezze culturali ed archeologiche che il mondo ci invidia.

Sappia tuo figlio che la maggior parte dell’inforazione televisiva è controllata da pochi soggetti che detengono il potere, ma che VOCI LIBERE, come quelle di Travaglio, Grillo, Report, Vulpio, Abbate, Saviano, Lodato, Gomez etc etc sono, oggi, chiamati "POPULISTI", come un tempo la condanna aveva colpito Gandhi, seduto sui binari delle ferrovie inglesi, e su Luther King che occupava le scuole proibite ai negri.

Insegna a tuo figlio che pionieri e profeti, da Gesù a Tiradentes, da San Francesco d'Assisi a Nelson Mandela, sono stati invariabilmente trattati, dalle élite del loro tempo, da sovversivi, malfattori, visionari.

Insegna a tuo figlio che l’Italia è un paese lavoratore e creativo. Milioni di Italiani si alzano presto ogni mattina, mangiano al di sotto dei loro fabbisogni e consumano la maggior parte della loro vita sul lavoro, in cambio di uno stipendio che non gli garantisce nemmeno l'accesso ad una casa propria. E tuttavia questa gente è incapace di rubare una matita dall'ufficio, un mattone dal cantiere, un attrezzo dalla fabbrica. Ed è orgogliosa di non cadere in basso, dove allo stesso livello si ritrovano i banditi dai colletti bianchi ed i piccoli malviventi. É gente fatta della stessa materia prima di Tiziana Concu, la donna che, nel 2008, ha trovato 160.000 euro tra contanti e assegni davanti alla cassa continua di una banca cagliaritana e li ha consegnati ai carabinieri.

Insegna a tuo figlio ad evitare la corsia preferenziale di questa società neoliberista che cerca di inculcarci che essere consumatore è più importante che essere cittadino, che incensa chi dilapida fortune, che esalta più l'estetica che l'etica. Convincilo che la felicità non è il risultato della somma di piaceri, e che la via spirituale è un tesoro che si custodisce nel profondo del cuore - chi riesce ad aprirlo godrà di allegrie indescrivibili.

Sappia tuo figlio che l’Italia è la terra di gente come NOI che non si è piagata al giogo dei mafiosi, camorristi!

Sappia tuo figlio che l’Italia è la terra di gente come i giudici Falcone, Borsellino, del consigliere comunale di Ottaviano Mimmo Beneventano, dello scrittore e giornalista Roberto Saviano, il giudice Raffaele Cantone, e poi Peppino Impastato e tutti i Santi Laici che sono morti per l’Onestà.

Insegna a tuo figlio che non deve per forza essere d'accordo con il disordine stabilito e che sarà felice se si unirà a coloro che lottano per trasformazioni sociali che rendono questo paese libero e giusto. Trasmetterà allora a tuo nipote l'eredità della tua saggezza.

Insegna a tuo figlio a votare secondo coscienza, e a non avere mai disgusto della politica, in quanto chi agisce così è governato da chi non ne ha, e se la maggioranza dovesse provarlo, sarà la fine della democrazia. Che il tuo voto ed il suo siano in favore della giustizia sociale e dei diritti degli Italiani immeritatamente così poveri e esclusi, per motivi politici, dai doni della vita.

Insegna a tuo figlio che ad una persona bastano pane, vino e un grande amore. Coltiva in lui i desideri dello spirito, il rispetto verso i più anziani, l'amore per la natura, la difesa dei più fragili.

Sappia tuo figlio ascoltare il silenzio, rispettare le espressioni di vita e lasciarsi amare dal Dio che lo abita.


Liberamente ispirata alla lettera di Frei Betto

Auguri di BUON 2010 Alfonso Perillo

 


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POLITICA
3 ottobre 2009
www.ottavianesi.it - Ad Ottaviano riprendere le sedute del Consiglio Comunale è Possibile

Sono proprio contento. Sono orgoglioso di questo Consiglio Comunale. Il passo è giusto. Lo posterei sul Blog di Grillo, per far vedere, all’Italia intera, che da noi, ad Ottaviano, non c’è stato bisogno dell’opeazione Fiato sul Collo per avere Trasparenza.

Filmare le intere sedute del Consiglio Comunale da noi è possibile, grazie al senso di rispetto nei confronti dei Cittadini Ottavianesi da parte del Sindaco e di TUTTI i Consiglieri Comunali, Opposizione compresa.

Una lezione di Democrazia, un passo importante….può sembrare una cosa dovuta. Ma credetemi, ci sono stati tanti illustri consigli comunali, e non è un caso la minuscola, che si sono rifiutati di farsi riprendere. AVEVANO CERTAMENTE COSE DA NASCONDERE O LO HANNO LASCIATO PENSARE. Uno di questi è il consiglio comunale di San Giuseppe Vesuviano. Gli Amici del Collettivo Vocenueva volevano farlo, ma gli è stato impedito.

Complimenti a TUTTI ed un grazie al SINDACO…..Grande atto di Democrazia dal Basso….Partecipativa!

Alfonso Perillo

N.B.: Orgoglioso di affermare che da noi, ad Ottaviano, è possibile anche senza GRILLO - http://www.ottavianesi.it

 


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Fiato sul collo

 




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POLITICA
23 giugno 2009
MARIO VINCE.....OTTAVIANO VINCE!

 
 

Si Mario si riconferma Sindaco di Ottaviano! 

Ho pianto! Ho visto Piangere di Gioia! Crediamo che l'Uomo che ci ha rappresentato per cinque anni e ci rappresenterà per altri cinque, sia l'Uomo Giusto! Ottaviano ha un futuro! Ed io posso ancora guardare negli occhi delle mie figlie e dire: OTTAVIANO E' IL VOSTRO PAESE....MARIO CI RAPPRESENTA...SIATENE ORGOGLIOSE!


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POLITICA
14 giugno 2009
Alcuni buoni motivi per Votare Mario Iervolino Sindaco - La Ciurma dei Sognatori

 

 

 

 

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POLITICA
7 giugno 2009
La cosa Berlusconi - TRIBUNA: JOSÉ SARAMAGO - http://www.elpais.com

La traduzione è del nostro caro amico Gaverg...Grazie Gaverg!

Nell’incipit dell’articolo apparso oggi sulla
versione online de El País, José Saramago si chiede che altro nome potrebbe dare a una “cosa pericolosamente simile un essere umano, una cosa che fa feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia.” Continua [la traduzione è di Gaverg - http://aitan.tumblr.com/post/119511944/la-cosa-berlusconi-deh]: “Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi, se un vomito profondo non lo estirperà dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodere le vene e distruggere il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati ogni giorno dalle zampe appiccicose della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolesca nell’abusare delle parole, sconvolgendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Popolo della Libertà”, perché, osserva il grande scrittore portoghese con amara ironia, si chiama proprio così il partito con cui il rovinoso premier italiano ha preso d’assalto il potere.

La cosa Berlusconi

JOSÉ SARAMAGO 07/06/2009

 No veo qué otro nombre le podría dar. Una cosa peligrosamente parecida a un ser humano, una cosa que da fiestas, organiza orgías y manda en un país llamado Italia. Esta cosa, esta enfermedad, este virus amenaza con ser la causa de la muerte moral del país de Verdi si un vómito profundo no consigue arrancarlo de la conciencia de los italianos antes de que el veneno acabe corroyéndole las venas y destrozando el corazón de una de las más ricas culturas europeas. Los valores básicos de la convivencia humana son pisoteados todos los días por las patas viscosas de la cosa Berlusconi que, entre sus múltiples talentos, tiene una habilidad funambulesca para abusar de las palabras, pervirtiéndoles la intención y el sentido, como en el caso del Pueblo de la Libertad, que así se llama el partido con que asaltó el poder. Le llamé delincuente a esta cosa y no me arrepiento. Por razones de naturaleza semántica y social que otros podrán explicar mejor que yo, el término delincuente tiene en Italia una carga negativa mucho más fuerte que en cualquier otro idioma hablado en Europa. Para traducir de forma clara y contundente lo que pienso de la cosa Berlusconi utilizo el término en la acepción que la lengua de Dante le viene dando habitualmente, aunque sea más que dudoso que Dante lo haya usado alguna vez. Delincuencia, en mi portugués, significa, de acuerdo con los diccionarios y la práctica corriente de la comunicación, "acto de cometer delitos, desobedecer leyes o patrones morales". La definición asienta en la cosa Berlusconi sin una arruga, sin una tirantez, hasta el punto de parecerse más a una segunda piel que la ropa que se pone encima. Desde hace años la cosa Berlusconi viene cometiendo delitos de variable aunque siempre demostrada gravedad. Para colmo, no es que desobedezca leyes, sino, peor todavía, las manda fabricar para salvaguarda de sus intereses públicos y privados, de político, empresario y acompañante de menores, y en cuanto a los patrones morales, ni merece la pena hablar, no hay quien no sepa en Italia y en el mundo que la cosa Berlusconi hace mucho tiempo que cayó en la más completa abyección. Éste es el primer ministro italiano, ésta es la cosa que el pueblo italiano dos veces ha elegido para que le sirva de modelo, éste es el camino de la ruina al que, por arrastramiento, están siendo llevados los valores de libertad y dignidad que impregnaron la música de Verdi y la acción política de Garibaldi, esos que hicieron de la Italia del siglo XIX, durante la lucha por la unificación, una guía espiritual de Europa y de los europeos. Es esto lo que la cosa Berlusconi quiere lanzar al cubo de la basura de la Historia. Lo acabarán permitiendo los italianos?

http://www.elpais.com/articulo/internacional/cosa/Berlusconi/elpepiint/20090607elpepiint_5/Tes



 

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6 giugno 2009
La Carta di Ottaviano - http://www.ottavianesi.it
 

La carta di Firenze ad Ottaviano

Giu 5th, 2009 | By admin | Category: New

Lo dico con estrema umiltà: spero che questa Campagna Elettorale si concluda nel pieno RISPETTO DELLA GENTE, già immersa in un momento storico, sociale e soprattutto economico a dir poco NEFASTO!
Ma parliamo delle cose da fare ad Ottaviano o quelle che a me piacerebbe fosse fatto:

Carta Firenze

  1. Criminalità organizzata fuori dalle istituzioni;
  2. Acqua pubblica;
  3. Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, Contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati;
  4. Espansione del verde urbano rendendo accessibile a tutti, con percorsi guidati, il Parco del Vesuvio;
  5. Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili, per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse o per case antisismiche e energeticamente autosufficienti;
  6. Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine;
  7. Piano di mobilità per i disabili;
  8. Connettività gratuita per i residenti nel Comune;
  9. Creazione di punti pubblici di telelavoro;
  10. Rifiuti zero;
  11. Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico con contributi/finanziamenti comunali;
  12. Efficienza energetica;
  13. Favorire le produzioni locali a tutti i livelli: industriali, artigianali e di servizi;

Ovviamente questo piccolo grande Programma Politico  è una provocazione!
I 13 punti sopra riportati sono liberamente estrapolati da LA CARTA DI FIRENZE, presentata dalle Liste Civiche di Beppe Grillo a Firenze.  Il senso di questa provocazione è da ricercare nel fatto che quei punti, sono NECESSARI per conseguire un profondo cambiamento civile che sia finalmente CREDIBILE e VICINO alle ASPETTATIVE DELLA GENTE.  Come dice Grillo i Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per per la CAMORRA. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo.

Nessuno, dico nessun politico a livello nazionale, escluso alcuni dell’Italia dei Valori, ha dato indicazione sui contenuti di quelle proposte. Tutti si sono limitati a dire che Grillo è un populista. Se difendere il bene comune significa essere populista, bene: ANCH’IO SONO UN POPULISTA!

Sarei contento, se i nostri candidati a Sindaco, esprimessero la Loro Opinione sui contenuti di quelle proposte, sulla fattibilità dei punti eventualmente condivisi e quelli invece che rappresentano strade non percorribili.

Autore: Alfonso Perillo

 

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POLITICA
2 giugno 2009
Campa Campania, che il Comune si scioglie - Di Francesco Cinquegrana
 
 
E' bella la campagna elettorale.
Il savoir faire di eruditi politici in questo periodo di forte competizione, impone di aprire le interviste con la formula sexually correct che va tanto di moda: "le cittadinE e i cittadinI chiamati a votare...".
Al contrario, arrivati finalmente a rispondere ai temi concreti - criminalità e politica, giustizia e questione morale, per citarne alcuni - non si curano mai di espletare concetti molto semplici e logicamente corretti, quali "per credere in un vero sviluppo bisogna eliminare le mafie, innanzitutto combattendo le loro cospicue infiltrazioni nelle amministrazioni, monitorando efficacemente il sistema degli appalti e i grossi flussi economico-finanziari, integrando al contempo una vasta presenza sul territorio di forze di polizia competenti".
Nulla di tutto ciò. Non sanno mai cosa viene prima e cosa dopo, anzi, forse lo sanno benissimo, ma non è conveniente dichiararlo ai fini della raccolta voti.
Meglio parlare di lavoro, di sicurezza, di immigrazione. Dimenticando però che tali temi su cui si gioca la battaglia elettorale sono di fatto condizionati dalle mafie, a livello imprenditoriale, amministrativo e politico.
Un dato indiscutibile è la presenza netta e visibile della camorra nella spesa pubblica. Solo e soltanto con un approccio preparadigmatico a tale questione - che di fatto paralizza ed inquina un ipotetico sviluppo del territorio, avendo influenza in quasi tutti i settori strategici della società - si può discutere di un vero Rinnovamento per Napoli, e la Campania.
Tale Rinnovamento deve passare obbligatoriamente da una seria revisione dei personaggi e dei canoni che hanno caratterizzato la scena politica degli ultimi 15 anni.
Segni flebili di qualche speranza di cambiamento sono arrivati dal coinvolgimento della cosiddetta società civile, impegnatasi in prima linea sul fronte elettorale, e il minimo abbassamento dell'età media dei candidati (risultati comunque vani se nel computo ci si trova Ciriaco De Mita, recordman longevo della politica nostrana).
Sperando in questa nuova Primavera, le statistiche intanto rivelano un quadro allarmante: oltre a degrado, disoccupazione, corruzione, malagestione dei rifiuti, il numero dei comuni interessati da provvedimenti di scioglimento in Campania - più di 70 dall'entrata in vigore della legge, 51 su un totale di 92 solo nella Provincia di Napoli - non lascia spazio ad interpretazioni ed opinioni. Non serve nemmeno aspettare le motivazioni, come suggerì Bassolino.
Alcuni allarmi evidenti dell'ingerenza camorrista nella gestione degli enti locali sono la scarsa qualità - se non addirittura l'assenza - dei servizi necessari alla collettività.
L'urbanistica di Napoli, città che deve la sua fortuna a monumenti e piazze, se non è allo sfascio totale, regna comunque nel caos.
Un caso ultimo - ed esemplare - è la riqualificazione di Piazza del Gesù, o gli ignobili atti vandalici alla tomba del grande Totò ("anatema a te! maledetto tu sia, a te la malapasqua!" starà tuonando da lassù), oltre alle solite rapine, scippi, sparatorie, morti.
Se ciò non è solo frutto di mala amministrazione, cos'altro è?
Il Procuratore Lepore sostiene che il 30% dei politici campani è colluso con la camorra. A questo punto, chi dovrebbe fornire dati precisi a questa terrificante affermazione, o perfino qualche nome, se non lo stesso Lepore? Resta comunque una stima cauta e sottodimensionata quella del Procuratore, se si fanno due rapidi calcoli con semplici strumenti a disposizione di tutti.
L'ultimo comune sciolto in ordine di tempo per infiltrazioni della camorra è Villa Literno, in provincia di Caserta.
La Giunta, un paio di mesi prima, partecipò con ardore ad un incontro organizzato da Libera, in cui ribadiva l'impegno contro tutte le mafie.
Alcuni illustri consiglieri e assessori magari annuivano ed applaudivano alle belle parole di legalità, ed intanto stringevano accordi con i clan.
Questa si che è coerenza.
Come l'interrogazione al Governo, a maggio del 2004 dell'attuale candidato alla Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, personaggio alquanto ambiguo e già interessato da voci poco rassicuranti sulla sua presunta partecipazione agli affari del clan Bidognetti.
Nell'interrogazione, il Deputato Cesaro chiede al Sottosegretario Mantovano l'istituzione di un posto di Polizia nel suo paese natale - meglio dire la sua "roccaforte" - Sant'Antimo, a seguito di vari episodi di criminalità e immigrazione clandestina.
La risposta del Governo assume toni "preoccupanti" per Cesaro, ma non troppo: Mantovano snocciola i vari dati sulla cittadina a Nord di Napoli, indicando come clan egemoni i Verde, i Puca e i Ranucci. Dimenticando di aggiungere, sul più bello, che l'Onorevole Cesaro fu coinvolto, insieme ai fratelli, allo scioglimento del Comune nel 1991, in qualità di assessori, consiglieri e partecipanti ad alcune società gestite da esponenti dei clan locali.
E allora, imbocchiamo col cucchiaio i nostri cari politici, e spieghiamogli in cittadinese che il fine ultimo della camorra è il potere amministrativo, a qualsiasi livello: più alto arriva, meglio può influire sulla spesa pubblica, e per ottenere ciò è costretta ad attraversare il tunnel infuocato della criminalità predatoria spicciola (omicidi, estorsioni, traffico di droga, prostituzione), incamminandosi non prima però di aver indossato adeguate "tute ignifughe" (l'omertà e la paura dell'opinione pubblica mista a inconsistenti strumenti di lotta da parte dello Stato), per smettere infine quelle divise sporche di sangue e zolfo, e godersi l'ambìto Eden della criminalità ripulita, legalizzata, istituzionalizzata, a norma di legge.

Li si sente tanto discutere di quali siano le tecniche di accaparramento dei voti. Tralasciando quel 3% di elettori che si esprime con voto libero d'opinione, il restante cosa fa?
Ribadiamo ancora una volta, a noi stessi e a questi eruditi che ci rappresentano, che i metodi predatori e militari nel fare incetta di voti (minacce, pressioni ed intimidazioni violente) devono essere meno usati possibile, solo se c'è un'estrema necessità. Quei metodi sono un passaggio obbligato per una raffinazione della raccolta del consenso elettorale, che diventa sempre più nuovo e "pulito" con la capacità di dare lavoro in fabbriche, imprese, consorzi e società nate dal controllo della spesa pubblica misto al riciclaggio del danaro sporco e ad attività lecite/illecite.
La crisi economica, e la scelta d'imprenditori finora onesti di fare affari con la camorra - data l'immediatezza a breve termine del lucro e la disponibilità di capitali contanti - a scapito di un approccio imprenditoriale a norma di legge, lungo e poco remunerativo in un un mercato globalizzato, libero e concorrenziale, impoverisce e distrugge il tessuto economico e lavorativo di Napoli, di fatto stroncando una possibile rinascita della società partenopea.
Eliminando tale intreccio nel sistema di voti ed economia, si libererebbero risorse per politici ed imprenditori ancora onesti e svincolati da logiche clientelari e criminali.


Niente. Segnale non pervenuto. Si vedono gravi commistioni, ma si parla d'altro. Si discute ancora sulle cose altre. Si stilano punti programmatici.
Ma da Scelba a Cesaro, alla fine della fiera, la gente onesta e la città affondano senza chiedere aiuto.
Dimentichiamo per un istante le belle parole di Saviano, i morti ammazzati, le faide, i blitz.
Interroghiamoci insistentemente sull'intreccio più pericoloso delle migliaia di morti, che fa più danni delle estorsioni e dello spaccio di droga: quello tra camorra e politica, vera chiave per interpretare le cose.
Intanto, le lacrime della moglie di Ciro a Mare (con tutti i panni...) valgono più di miliardi di parole spese su camorra e politica.

 

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permalink | inviato da portela il 2/6/2009 alle 23:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
1 giugno 2009
UN PROGRAMMO SSAGGGERATO PROTO!






Dopo la serata ad Ottaviano passata ad ascoltare Rosaria Capacchione, nella sede del PD ad Ottaviano, ho avuto il bisogno di capire il motivo per il quale questo signore, preferisce, come il suo Premier, non avere Faccia a Faccia con altri lerader politici. Se per Berlusca è una strategia ormai studiata dai suoi Top Manager della sua Communication Engineering , nel caso del Cesaro credo sia ben altro e lo si comprende in uno dei tanti video che girano su youtube

Su FACEBOOK mi sono divertito ad immaginare un discorso di un Cesaro NOSTRANO, non molto lontano dalla realtà:

Caro amici, caro perrzone...sono vivamendo endusiastico di chi voi, ecco, per me sieto quà...che vi posso dire in un momendo come questo?....Il programmo e grando, ma che dico grando, saggerato proto! Alloro la cosa chi mi a me quaso quaso mi scandisce forto forto proto, è questo tramonto....fatto di Solo e Luna, di Maro e Acqua...un quacche cosa che ci aiuterà a vincere e vinceremo, pecchè la cosa imbottante è che spazziamo via Bassolindo..pecchè Bassolindo, non mi da più gli Appardi per smaltire insieme ai miei AMICI di Casale la Monnezza del Nord...Viva Berluscono, Viva la Patana, chiù Patane per tutti!

Tonino Fà scuola COMPAGNI ED EX!

Ora mi chiedo e chiedo a qualche mio serio avversario politico della destra.....soprattutto quelli puristi e legalitari della ex AN, con i quali spesso mi incontro e mi scontro su argomenti a noi cari: Ma come cavolo fate a candidare uno così? E SE LA CANDIDATURA NON L'AVETE PROPOSTA VOI, MA COME CAVOLO FATE AD ACCETTARLA?
Attendo risposte! 

 

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permalink | inviato da portela il 1/6/2009 alle 14:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Acquadimarzo è la speranza di vita cantata.....: E mah è forse è quando tu voli rimbalzo dell'eco è stare da soli è conchiglia di vetro, è la luna e il falò è il sonno e la morte è credere no margherita di campo è la riva lontana è la riva lontana è, ahi! è la fata Morgana è folata di vento onda dell'altalena un mistero profondo una piccola pena tramontana dai monti domenica sera è il contro è il pro è voglia di primavera è la pioggia che scende è vigilia di fiera è l'acqua di marzo che c'era o non c'era è si è no è il mondo com'era è Madamadorè burrasca passeggera è una rondine al nord la cicogna e la gru, un torrente una fonte una briciola in più è il fondo del pozzo è la nave che parte un viso col broncio perché stava in disparte è spero è credo è una conta è un racconto una goccia che stilla un incanto un incontro è l'ombra di un gesto, è qualcosa che brilla il mattino che è qui la sveglia che trilla è la legna sul fuoco, il pane, la biada, la caraffa di vino il viavai della strada è un progetto di casa è lo scialle di lana, un incanto cantato è un'andana è un'altana è la pioggia di marzo, è quello che è la speranza di vita che porti con te è la pioggia di marzo, è quello che è la speranza di vita che porti con te è mah è forse è quando tu voli rimbalzo dell'eco è stare da soli è conchiglia di vetro, è la luna e il falò è il sonno e la morte è credere no è la pioggia di marzo, è quello che è la speranza di vita che porti con te è la pioggia di marzo, è quello che è la speranza di vita che porti con te. socialcard copia

 
 

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